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"Letture" ha effettuato una
dettagliata panoramica sulle pubblicazioni previste nel mercato editoriale
italiano, uno sguardo a 360° gradi che ha incluso narrativa, saggistica,
poesia, fino ai libri d’arte. Ci siamo mossi alla ricerca di eventuali
novità, spesso "arrendendoci" davanti alla constatazione di temi
ricorrenti. Non mancano, a caratterizzare l’anno che verrà, quelle
pubblicazioni attese in occasione delle ricorrenze.
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La narrativa del prossimo
anno ROMANZI E
RACCONTI PER TUTTI I PALATI
di Fulvio
Panzeri |
Si apre un altro
anno di buone letture e non mancano – tra qualche sorpresa – le conferme e
nemmeno il ritorno di personaggi già apprezzati in precedenti libri. Ad
esempio, dopo aver vinto il premio Campiello 2002 con Il custode
dell’acqua, Franco Scaglia ritorna (Piemme) con un romanzo dal
titolo ancora da definire a raccontarci le storie e i misteri di padre
Matteo, neo-eletto Custode di Terra Santa. Sullo sfondo di una Gerusalemme
lacerata dai conflitti, si intrecciano le vicende di personaggi ambigui e
misteriosi e padre Matteo è chiamato ancora una volta a battersi per una
pace sempre più sfuggente. Ritorna anche Ugo Riccarelli, da
Mondadori, con Il dolore perfetto che narra due storie di famiglia
parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane
anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell’Ottocento, per insegnare in
un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli
numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Mikhail, Libertà e Cafiero. E
quella della Rosa e dell’Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui
nasceranno Annina e Achille. C’è anche il nuovo romanzo di Antonio
Tabucchi, Tristano muore (Feltrinelli). Nella rabbia di un
moribondo reso libero dalla morfina, emerge la storia di un uomo, dei suoi
tradimenti, della sua ricerca di libertà.
Dalla scampata fucilazione del padre del 1944 alla
scampata morte del figlio nella Bologna militarizzata del 1977 passa la
storia di una famiglia e di una doppia educazione sentimentale, mentre una
figura misteriosa entra in scena a ogni svolta drammatica della vita del
padre e del figlio: è questo il tema del nuovo, attesissimo romanzo di
Gabriele Romagnoli, L’artista (Feltrinelli). Un prete è
invece protagonista del nuovo romanzo di Ferruccio Parazzoli,
Risorgerò, sempre da Mondadori. Si tratta di don Enrico, un giovane
sacerdote al suo primo incarico, assegnato come coadiutore a una grande
parrocchia di Milano. Ha una caratteristica: l’allegria che si porta in
corpo fin da ragazzo quando abitava nelle case popolari di via Corelli.
Anche la sua vocazione ha avuto un’origine singolare: l’immagine di un
Gesù gigantesco che arriva a Milano, a grandi passi, da Crescenzago.
Nonostante il ricordo di un dramma (il suicidio della madre), don Enrico
affronta i molteplici casi della vita dei suoi parrocchiani, spesso
drammatici ma anche ricchi di speranza.

Antonio Tabucchi, Alessandra Buschi,
Ferruccio Parazzoli.
La vita della Missione in Africa è invece al centro del
romanzo d’esordio di Antonio Bonelli, La preghiera delle sette
parole, in uscita da San Paolo. In parte autobiografico, il romanzo
riesce a fondere una ricostruzione della vita missionaria, piena di slanci
ma anche di durissime fatiche, con il gusto dell’avventura alla Wilbur
Smith e con una sensibilità etica ed etnologica alla Karen Blixen.
Mario Baudino invece ripercorre in Il mito che uccide
(Longanesi) una delle pagine più fosche (e forse più suggestive) della
storia europea, ricostruendo dai càtari al nazismo l’avventura di Otto
Rahm alla ricerca del Graal.
Si aspettano anche le nuove prove di due giovani narratori
assai interessanti. Il fiorentino Valerio Aiolli passa a Rizzoli
con Fuori tempo. Leggero come una commedia, il romanzo racconta in
modo delicato e pungente le assurdità della vita familiare, le malinconie
di un’età (quella dei sessantenni) in cui sembra ormai spento ogni
entusiasmo, le imprevedibili opportunità che offre la vita se si è
abbastanza audaci, sensibili e intelligenti per coglierle. L’anconetana
Alessandra Buschi resta fedele a Fernandel con Cruciverba,
la cui compilazione offre alla protagonista lo spunto per ricordare i suoi
propositi mancati e per riflettere sul proprio matrimonio.

Giulio Mozzi, Dario Voltolini.
Curioso e assolutamente inedito sarà il giro d’Italia
proposto da Giulio Mozzi e Dario Voltolini, inSotto i
cieli d’Italia, (Sironi) dove hanno raccolto una decina di narrazioni
che raccontano luoghi esemplari del Nord Italia: una strada statale (da
Monfalcone a Redipuglia), una cittadina che esiste solo per il turismo
(Lignano Pineta), un luogo del commercio (un supermercato di Castelmassa,
Rovigo), un paese (Carmignano, in Piemonte), un’area agricola (gli orti di
Chioggia), una periferia di città (Sondrio), un’area dove sembra resistere
una relazione felice tra uomo e luogo (il delta del Po). Matteo Collura
invece con In Sicilia (Longanesi) riprende il cammino aperto da
Elio Vittorini con la sua famosa Conversazione in Sicilia e compie
un personale viaggio dentro la "sua" isola tra presente e passato che
comincia dalla strage di Portella della Ginestra nel 1947 e prosegue lungo
un itinerario – geografico, ma anche di costume – che comprende Ragusa,
Agrigento, Palermo, Calatafimi. Il maestro Marcello D’Orta in
Nero napoletano (Marsilio) propone invece un viaggio tra i misteri
e le leggende di Napoli, all’insegna della comicità e
dell’ironia.
Le donne amano raccontare di sé e della propria
esperienza. Due esordi sono particolarmente curiosi: Laura Bocci,
con Seconda mano (Rizzoli) presenta un romanzo, a metà tra
racconto, autobiografia e saggio, che intreccia storie legate tra loro dal
filo rosso della traduzione letteraria. La storia è quella di una donna di
oggi, che il mestiere di traduttrice porta a viaggiare tra testi, città e
culture molto diversi tra loro. Maria Luisa Bompani, inInfanzia
dea (Sironi), ci racconta il passato della provincia italiana, invasa
dalla modernità e tuttavia, appena sotto la superficie, ancora
antica.
Continua il successo dei romanzi dedicati alle figure
dell’arte e questa volta si cimentano anche autori italiani. Enzo
Siciliano ha ricevuto dalla famiglia i diari di Maria Antonietta
Raphael, famosa pittrice e interessante figura di donna che fu
protagonista, assieme all’altrettanto celebre marito, Mario Mafai, di
un’irripetibile stagione della pittura italiana che diventò nota come
"scuola romana". Nel romanzo Il risveglio della bionda sirena
(Mondadori) ricostruisce un’esperienza artistica, un mondo unico e due
figure di amanti e di artisti assolutamente memorabili. Sempre da
Mondadori Luigi Guarnieri in La doppia vita di Vermeer
ricostruisce la vicenda del falsario olandese Han van Meegeren, che
fra il 1937 e il 1943 riuscì a ingannare critici, collezionisti e
antiquari e a vendere a prezzi altissimi ben sei falsi Vermeer. Il
protagonista di Dava fine alla tremenda notte di Marosia
Castaldi (Feltrinelli) è un grande pittore fiammingo e la sua cruciale
odissea dentro un mondo irrappresentabile se non attraverso la violenza e
la pietà.

Raul Montanari, Matteo
Collura.
Va forte anche il giallo, in tutte le ambientazioni,
coinvolgendo anche Dante Alighieri, che diventato priore di Firenze viene
chiamato a indagare sulla misteriosa morte di un artigiano, lasciato
morire con il volto coperto di calce viva ai piedi della sua ultima opera.
Succede in Dante Alighieri indaga di Giulio Leoni
(Mondadori). Anche Raul Montanari ambienta il suo nuovo
romanzo, Chiudi gli occhi, (Baldini Castoldi Dalai) in un paese sul
lago, costruendolo come un noir intrigante e crudele, anche se la
dimensione "gialla" serve all’autore per approfondire personaggi alla
deriva e far riflettere su una realtà contemporanea in cui esplodono
conflitti razziali, sorde rivalità e profonde frustrazioni.
A Quarto Oggiaro, nella profonda periferia milanese, è
ambientato il libro d’esordio di Gianni Biondillo, Per cosa si
uccide (Guanda). Protagonista delle indagini è l’ispettore Ferraro,
uomo senza qualità particolari, se non il suo innocuo umorismo, che lo
salva spesso da una esistenza deprimente. Attorno a lui ruotano poliziotti
surreali, spacciatori, imprenditori rampanti, contrabbandieri. Giorgio
De Rienzo invece con L’indagine (Marsilio) rielabora
fantasticamente la storia del mostro di Firenze, ancora oggi senza
colpevole, attraverso la figura dell’ex questore Montaldo che viene
misteriosamente coinvolto nelle indagini su una serie di strani delitti di
belle donne nei parchi dei castelli sparsi per il Piemonte. Giorgio
dell’Arti costruisce un romanzo anomalo, Coro degli assassini e dei
morti ammazzati, in cui si incontrano quasi duecento tra delitti e
suicidi italiani, tutti recenti e nessuno particolarmente
celebre.
Tra i giovani esordienti segnaliamo un ventenne ferrarese,
Martino Gozzi, in uscita da Pequod con Ancora mia, un libro
destinato a diventare di culto, che ha per protagonista una ragazza di
nome Mia che fugge di casa per spingersi alla ricerca di un cantante dalla
voce leggendaria e le cui canzoni riescono ad alterare il ritmo delle
cose. Massimiliano Nuzzolo, veneziano, con L’ultimo disco dei
Cure (Sironi) presenta un romanzo generazionale, il ritratto impietoso
di una post-gioventù che non vuole vivere o che sa vivere solo male.
Minimum fax invece presenta Riccardo Raccis come "un geniale e
giovanissimo miscelatore di noir e tecnologia". Con Il paradosso
di Plazzi Raccis utilizza infatti tutte le risorse del noir
tradizionale per esplorare l’inferno climatizzato del terziario
avanzato, nello specifico quello dei programmatori.

Luigi Malerba, Vinicio
Capossela.
Non mancano i racconti: ritorna una "maestra" del genere
(Mondadori) Marisa Volpi, con Uomini, composto da
diciassette quadri, diciassette ritratti e diciassette luoghi. Tra gli
"uomini" di questo libro troviamo il padre, il compagno di scuola,
l’amato, il maestro, il fratello. Ti saluto filosofia (Mondadori) è
invece firmato da Luigi Malerba e presenta racconti ironici,
surreali, di un tono fantastico che scaturisce dall’assurdo quotidiano o
dalla volontà di applicare la logica fino alle sue estreme conseguenze.
Sentieri di libertà di Ezio Meroni (San Paolo) è scandito in
dieci racconti di ampio respiro sulla variegata eppure compatta epopea
della liberazione (1943-45) a Cinisello Balsamo, nell’hinterland
milanese.
È un’antologia di racconti, firmati tra gli altri da
Tullio Avoledo, Giulio Mozzi, Sergio Ferrero, Cristina Comencini, Enzo
Bianchi, Claudio Piersanti, Paola Mastrocola e Paola Pitagora,
Juke Box Novecento, in uscita da Pequod e tutto dedicato alla
musica. Infatti ogni autore ha scelto la canzone, l’artista, il disco o il
genere musicale che più ha influito nella sua vita e ne racconta
suggestioni e memorie. Il risultato è una compilation nella quale,
per fare un esempio, lo struggente maschilismo di Claudio Villa convive
con l’analisi puntigliosa del rock sperimentale di Emerson, Lake &
Palmer. Il libro contiene molti altri racconti destinati a trasformarsi in
veri e propri pezzi "di culto", come quello in cui Roberto Vecchioni
ripercorre le vicende che lo hanno portato a comporre la sua canzone più
famosa, Luci a San Siro.
E esordisce un raffinato cantautore che ha sempre usato
citazioni letterarie nelle sue canzoni: Vinicio Capossela. Il suo
romanzo, Non si muore tutte le mattine, pubblicato da Feltrinelli,
ci presenta tutto il suo mondo raccontato come una discesa agli inferi e
come una continua rinascita. A dominare è l’epopea dei perdenti, unica
razza che ha potuto conoscere la grandezza e la bellezza.
A volte ritornano: libri belli e dimenticati per il
piacere di rileggere i grandi autori. Da Casagrande riesce L’anno della
valanga di Giovanni Orelli, introdotto da un saggio di Vittorio
Sereni, mentre Baldini Castoldi Dalai presenta il capolavoro di Fausta
Cialente, Cortile a Cleopatra, uscito nel 1936.

Georges Simenon, Heinrich Böll, Assia
Djebar.
Per quanto riguarda la narrativa straniera Il Saggiatore
presenta un nuovo libro di Dominique Lapierre, Luna di miele
intorno al mondo che racconta il grande viaggio, agli inizi degli anni
Cinquanta con la sua novella sposa dagli Stati Uniti al Messico, dal
Giappone alla Cina, dal Pakistan all’India dove sbarcano per la prima
volta in quella Calcutta che Dominique imparerà ad amare. Guanda invece
manda in libreria l’ultimo libro del grande scrittore cileno Francisco
Coloane, Naufragi, un’antologia di tanti naufragi dal 1520 ai
primi anni del Novecento, una sorta di catalogo di avvenimenti estremi,
che per Coloane racchiude il senso stesso dell’esistenza. Di grande
interesse sarà anche il romanzo inedito di Heinrich Böll, Croce
senza amore (Mondadori) che segue i destini dei Bachem, famiglia
borghese e cattolica di Colonia, dall’ascesa di Hitler al crollo del
nazismo. Scritto nell’immediato dopoguerra (1946-47), è di fatto il primo
romanzo di Böll, che lo inviò a un concorso indetto da una rivista
cattolica, la quale intendeva premiare con la pubblicazione un’opera che
avesse per tema il conflitto fra cristianesimo e nazionalsocialismo. Il
romanzo venne però scartato. Offeso per la valenza ideologica di questo
rifiuto, Böll non cercò mai più di pubblicarlo. Guanda invece riscopre
Ian Fleming, l’inventore di James Bond, presentandolo in nuove
traduzioni. Un "caso" come quello della riscoperta di Simenon che
inizia il suo viaggio con Casinò Royal, il romanzo in cui l’agente
007 con licenza di uccidere fa la sua prima apparizione. William Gibson
abbandona la science fiction ed è subito bestseller
negli Usa. In Italia L’accademia dei sogni viene tradotto da
Mondadori. Si tratta di un romanzo di investigazione che è anche una
rilettura affascinante della nostra "società dell’immaginare". Cayce
Pollard è una giovane donna che a causa della sua morbosa fascinazione nei
confronti di un frammento di film che è stato immesso sul web da un ignoto
autore, si trova coinvolta in una investigazione globale tra Londra, New
York e Mosca alla ricerca di questo sconosciuto "Kubrick da garage". E
J.C. Ballard ambienta il suo Millennium people (Feltrinelli)
in un quartiere residenziale borghese di Londra, raccontando la rivolta
della media borghesia contro un modo di vita che si è trasformato in un
incubo. Dell’autore di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano,
Eric-Emmanuel Schmitt Rizzoli pubblica il nuovo romanzo, Oscar e
la dama in rosa, un piccolo libro, composto da dodici lettere che
corrispondono ai dodici giorni in cui si concentra la vita di Oscar, un
bambino di dieci anni, malato, che i medici non riusciranno a salvare. C’è
anche un nuovo Norman Manea con Il ritorno dell’Uligano (Il
Saggiatore), il racconto del suo ritorno in Romania alla ricerca della
propria identità. Dall’Ancora del Mediterraneo di Napoli si segnala invece
una raccolta di racconti dell’eminente fisico ungherese, Leo
Szilard, La voce dei delfini, che mescolando fantascienza e
satira, affronta tematiche d’attualità come la minaccia della guerra
nucleare o il ruolo sociale della scienza e della tecnologia. Guanda
invece propone Bob Smith, con un romanzo in cui la letteratura è
vista come chiave di salvezza. È il racconto di un’esistenza iniziata,
quasi profeticamente, a Stratford, nel Connecticut, nel 1941, all’insegna
dell’infelicità e riscattata dall’incontro con la poesia di Shakespeare.
Il titolo: Il ragazzo che amava Shakespeare. Ponte alle Grazie
continua nella scoperta dello scrittore americano Thomas Savage e
dopo Il potere del cane, presenta La regina delle greggi, la
saga di una famiglia del West, tra Ottocento e Novecento, un romanzo
autobiografico sullo sfondo di una terra e di un paesaggio di mitica
potenza.
Ritornano anche grandi libri di scrittori stranieri:
Guanda ripresenta il capolavoro di Gregor von Rezzori, Un
ermellino a Cernopol, da tempo introvabile, che fa rivivere il fascino
del mondo asburgico. Minimum fax riporta in libreria dopo decenni di
assenza il secondo romanzo del geniale scrittore americano John
Barth, La fine della strada, un formidabile romanzo filosofico
che alterna comicità e disperato nichilismo. Iperborea pubblica la
trasposizione teatrale di Barabba, il grande romanzo del 1951 di
Par Lagerkvist, in cui rappresentazione scenica e pittorica si
fondono in un dramma religioso di grande impatto emotivo. Feltrinelli
invece pubblica Il Messia di Stoccolma di Cynthia Ozich, un
grande romanzo sul tema della costruzione della propria identità quando la
cesura con le proprie radici è netta. Sempre Iperborea pubblica Il
viaggio di Lewi di Per Olov Enquist, l’appassionante romanzo
biografico di Lewi Pethrus (1884-1974) sviluppato secondo i canoni del
"romanzo documentario". Lewi, ragazzo di umili origini, inizialmente
operaio e sindacalista, diventa poi il fondatore e il potente, indiscusso
capo spirituale del movimento pentecostale in Svezia.
Tra le scrittrici fatte conoscere in questi anni ritornano
Assia Djebar con Quante voci che mi assediano (Il
Saggiatore), una raccolta di scritti in chiave femminile: narrazioni,
poesie e brevi saggi che si intersecano con la forza e la musicalità di un
unico poema; e Hella Hasse con Tiro ai cigni (Iperborea), in
cui la scrittrice guarda con nostalgia all’infanzia indonesiana, paradiso
perduto tra le tracce della memoria. Rizzoli pubblica invece un altro
romanzo di Iris Murdoch, La campana, capolavoro giovanile di
una delle maggiori autrici del Novecento inglese che racconta le
inquietudini, le aspirazioni, i peccati di uomini e donne che cercano (e
non trovano) la serenità lontano dal mondo.
Infine due voci femminili dall’Irak e dall’Iran, due Paesi
e due culture emblematiche: Baldini Castoldi Dalai pubblica Un cielo
così vicino di Betool Khedairi, la storia di una ragazza nata
in Irak da padre iracheno e madre scozzese, sempre costretta a una ricerca
di identità e di appartenenza; Tranchida invece presenta Donne senza
uomini di Shahrnursh Parsipur, romanzo breve composto da storie
tra loro intrecciate, quelle di cinque donne che dichiarano di scappare
dalle opprimenti restrizioni della famiglia e della società iraniana
contemporanea.
Fulvio Panzeri
Segue: Tra l'Olocausto
e l'egemonia Usa
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