Leonardo Palmieri, l’uomo la cui faccia avrebbero trovato sul prossimo prodotto Vox… dei cereali sarebbero stati perfetti, se la Vox avesse prodotto cereali… era il fulcro della discussione. Palmieri aveva sempre avuto la stoffa del team leader, avendo contribuito per anni alla vita dell’ufficio facendo domande inopportune, non preparando il caffè, cercando, a turno e a seconda della persona, di fottere o fottersi chiunque, e in generale rallentando qualsiasi progetto fosse mai stato approvato nella divisione. C’era una frase che lo descriveva perfettamente, e quella frase era “il fatto che sia un Working Joe non toglie che sia un cazzone”. La definizione di Working Joe era stata adottata in qualche modo in contrapposizione a Oscar, il cui Q.I. faceva di lui l’equivalente di una nobiltà locale, un passo avanti per diritto di nascita. Dagli archivi di Oscar: Liverziani sulla questione Palmieri: “È fantastico perché gli leggi la paura negli occhi. Quando parlate e tocca a te si blocca, l’hai visto, e ti guarda con quegli occhi sbarrati. È in preda al panico.” Era il tipo di comportamento urticante che Oscar aveva sentito alcune ragazze della contabilità definire aria da cucciolone smarrito. Ti guardava con quegli occhi e tu speravi che non cercasse di succhiarti via
l’anima. “È la dimostrazione di quella teoria che ti avevo detto” aveva continuato Liverziani. “Mi ero sempre chiesto se fosse davvero una nullità assoluta o qualcos’altro. O magari una nullità e anche qualcos’altro. Capisci che voglio dire? Vedi che è una nullità, lo prendi un po’ per il culo, però poi non ci pensi più, no?” “Parli di una copertura?”
“Bravo, una copertura. Tu pensaci. Se il mondo è brutto e cattivo spalmarti di merda può essere un sistema.” |