Quello che un omicidio non doveva essere, per non trascinarsi dietro effetti secondari come un’accusa di omicidio o una condanna per omicidio, si riduceva a quattro caratteristiche: non doveva essere lento: la vittima non doveva aver modo di reagire in alcun modo o la cosa si sarebbe complicata esponenzialmente molto, molto in fretta; impreciso: vedi sopra; rumoroso: per ovvi motivi; e non doveva venire eseguito da breve distanza; prioritario evitare di lasciarsi tracce addosso, come schizzi di sangue, polvere da sparo, ferite a opera della vittima. E, naturalmente, nessun complice. Un solo assassino, un solo segreto.
Tutto ciò che non era lento, impreciso, rumoroso, a breve distanza e che poteva essere eseguito da un solo uomo costituiva il pool di opzioni da cui scegliere. Altri effetti secondari indesiderati, come un’indagine per omicidio, erano più difficili da evitare. Facevano parte del muro contro cui si infrangevano i progetti di molti altri aspiranti assassini. Tutti volevano che nessuno si accorgesse di nulla. Tutti volevano che sembrasse un incidente, e si complicavano la vita. |