Quello che seguì della serata fu percepito da Oscar come una serie di flash. Questo è Oscar che corre nell’appartamento di via Ortolani, da solo nel silenzio del condominio. Oscar che capisce il significato di calore bianco, ondate di calore febbrile che si irradiano bruciando i tessuti. Oscar che lavora come una formica impazzita. Oscar che vede se stesso in un film, protagonista di una lunga serie di flash. Questo è Oscar che alza il riscaldamento. Oscar che si spoglia. Oscar che vuota le tasche. Oscar che infila tutto nelle tasche dell’incerato. Oscar che sente un ronzio di cartilagine nelle orecchie come un insetto che cerca di uscire. Oscar chino sul water che fa sparire brandelli di vestiti. Oscar che pulisce l’interno dell’incerato. Oscar lontano nel grande caos del nulla. Questo è Oscar che passa lo straccio, migliaia di piccole macchie cadute mentre si spogliava. Oscar che risciacqua lo straccio. Oscar che continua per inerzia. Oscar che ricomincia. Oscar che fa sparire lo straccio nel water. Questo è Oscar rannicchiato sul fondo della doccia. Oscar che ricorda vagamente momenti di disgusto, acqua scrosciante e pelle strofinata a forza (l’acqua sta cadendo a minuscole gocce violente sulla pelle). Questo è
Oscar che calcola le possibilità di corrodersi e sparire per sempre. Questo è Oscar che si allunga nel letto, un dolore alla schiena che si irradia simmetrico dalla spina dorsale. Questo è Oscar che aspetta che si dissipi nelle lenzuola. Finché resterà fermo tutto andrà bene. |